Vivere in un’isola

Alcuni giorni fa, per la precisione dal 24 al 26 settembre scorsi, si è svolto a Sant’Antioco il meeting annuale dell’ESIN (European Small Island Federation), cui hanno partecipato rappresentanti provenienti dalle numerosissime isole “minori” di tutta Europa.

Per l’Italia, tra gli altri, oltre ad Antonio Vigo (Sindaco di Calasetta), e Mario Corongiu (Sindaco di Sant’Antioco), c’era  la sottosegretaria al Turismo Francesca Barracciu, peraltro di origine sarda.
L’incontro aveva l’obiettivo di fare il punto sul modello europeo di sostenibilità per la vita nelle piccole isole.
Qui trovate un resoconto ufficiale dell’incontro.


Non ho potuto seguire tutta la discussione, ma da quanto ho sentito e letto e soprattutto dalla conoscenza che ho fatto di alcuni dei rappresentanti stranieri, ho capito che quello delle piccole isole è davvero un mondo a parte.

L’Eupean Small Island Federation è stato fondato nel 2001, l’Italia vi ha aderito nel 2006. Rappresenta 1.200 isole con una popolazione complessiva di 343.000 abitanti che vi abitano per tutto l’anno. Sulla maggior parte di queste isole vivono nuclei familiari o gruppi di nemmeno dieci persone.

Al meeting ho conosciuto Anna, proveniente dalla Svezia e, in particolare da un arcipelago chiamato Sankt Anna.
Abbiamo scherzato sul fatto che la casa vacanza che noi affittiamo a Calasetta si chiama anche lei Anna (Cà de Anna). A quanto pare il nome è internazionale e molto diffuso.

Mi ha spiegato, cartina alla mano, che è una contadina allevatrice, con la sua famiglia e altre due famiglie vive su queste isole che d’inverno si congiungono tra loro (col ghiaccio, naturalmente), ma col disgelo sono separate da bracci di mare più o meno ampi.

Anna e suo marito si muovono con la barca da un’isola all’altra (d’estate) e con gli sci (d’inverno), per svolgere i lavori nei campi, per spostare le pecore da un pascolo a un altro e via dicendo.


Ho riflettuto, dopo aver parlato con lei, su quanto sia cambiato il mio stile di vita, da quando, fino a pochi mesi fa, io e mio marito abitavamo a Milano. Certo, non così drasticamente come sarebbe se vivessimo in una minuscola isola svedese o greca, ma certamente ora il nostro quotidiano è un’altra cosa.

Sant’Antioco, è la quarta isola italiana, dopo Sicilia, Sardegna ed Elba; con poco meno di 110 km quadrati è più o meno la metà di quest’ultima. Vi abitano poco meno di 14.000 persone, concentrate nei due comuni di Sant’Antioco e Calasetta. È collegata alla Sardegna da un ponte, il che ne mitiga l’insularità, se non fosse che la Sardegna è a sua volta un’isola, piuttosto lontana dal continente.

 

Personalmente non mi sento isolata quaggiù. Mi sento piuttosto circondata dal mare.

L’isolamento, come lo stesso concetto di lontananza sono infatti categorie molto intime e interiori, che hanno a che fare più con il proprio personale baricentro, che con la posizione geografica.

Sembra banale ma è vero: a volte ci si può sentire più isolati in mezzo alla gente o al traffico che seduti su uno scoglio in solitudine, ascoltando le onde del mare mosse dal vento.