Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.

Così scriveva Cicerone.

E Bertrand Russel aggiungeva: «Ho fatto una strana scoperta. Ogni volta che parlo con un sapiente sono sicuro che la felicità non è possibile. Eppure, quando parlo con il mio giardiniere, io sono convinto del contrario».

Si dice molto della ricerca della felicità e spesso la si accosta alla cura del giardino.

È vero, nella mia esperienza le due cose sono strettamente collegate. Sarà perché non tutti gli sforzi vengono premiati, così che i piccoli successi sembrano ancora più grandi e danno ancora più gioia, sarà perché ci vuole tempo per raccogliere frutti (e fiori), dalla propria fatica e questo rende quei frutti e quei fiori ancora più importanti, quello che è certo, potete starne sicuri, è che il giardino ripaga e allieta ogni cuore sensibile.

Ci sono cose però che nessuno ti dice quando inizi a creare un giardino in Sardegna, la prima è che le stagioni, qui non sono le stesse che altrove.

Se poi, come noi, ti trovi su un’isoletta, allora avrai un microclima ancora più particolare che inciderà -e non poco- sui cicli vitali del giardino.

L’estate, ad esempio, che altrove è il tempo del verde, del trionfo della natura, qui è il periodo del riposo e, solo parzialmente, della raccolta dei frutti. Il trionfo dei fiori e dei frutti si hanno durante l’autunno e la primavera, uniche stagioni durante le quali si può contare su un po’ di pioggia.

Durante l’inverno poi, c’è tutto un daffare… niente si riposa, tutto fiorisce e si prepara a rifiorire, l’orto continua a produrre indefesso.

Questo costringe a cambiare le proprie abitudini, d’inverno, d’autunno e in primavera (una primavera avanzata, che comincia a febbraio), bisogna lavorare, d’estate ci si può riposare e lasciare… andare l’irrigatore, tutt’al più.

 

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