Penso dunque sono… la Sardegna è anche un viaggio interiore

La scelta di venire a vivere in Sardegna e di passarci gran parte del mio tempo, anche lavorativo, assume, ogni giorno che passa e si fa più concreta, i contorni del viaggio interiore. 


Una terra estrema, una natura selvaggia, una comunità governata da leggi antiche, per non dire arcaiche, una modernità riletta con gli occhi di una Italia che altrove non esiste più, costringono a ripensare ai propri valori, alle proprie abitudini, ai propri desideri e obiettivi. 
Lo slancio più forte viene proprio dalla sintonia con la natura, dall’armonia che si instaura con piante e animali, con vento e mare, dall’improvvisa consapevolezza di farne parte, di ricoprire, in quanto umano, niente più (e niente meno) che il vertice della catena alimentare, di essere l’animale più forte, temuto e, contemporaneamente, sempre in pericolo.


Questa semplice legge di natura ti ridimensiona, come persona, ti ricolloca in una scala di valori più semplice e lineare, ti fa apprezzare la tua natura superiore, la capacità di fare (con le mani), di pensare (con la testa), di creare (con entrambe) e di immaginare (con il cuore).


Attribuisce a queste qualità il loro valore intrinseco, quello più vero e ti fa sentire immensamente più forte e importante di quanto ti sentissi seduta in un aereo o in una sontuosa sala riunioni, coperta, in modo innaturale, del tuo elegante tailleur.