I fichi caramellati della nonna Pia


Qui nel mio giardino è cominciata la stagione dei fichi; per ricordare le mie radici romagnole, ho approfittato della prima abbondante raccolta per riutilizzare la ricetta dei fichi caramellati della mia amata nonna Pia, che non c’è più.

Tratalias, il paese fantasma pieno di sorprese

Tratalias era un piccolo centro medievale suscitano che nei primi anni 50, quando contava poco più di 1500 abitanti, cominciò a subire i danni causati dalle infiltrazioni umide dovute alla diga costruita sul vicino Rio Palmas e la conseguente creazione dell’invaso di Monte Pranu.

I danni sempre più seri costrinsero infine l’amministrazione a ricostruire il paese in una zona leggermente collinare poco distante e gli abitanti furono tutti trasferiti.


La gente rossa

Sa genti arrubia (il popolo rosso), così si chiamano i fenicotteri in lingua sarda.

Il nome scientifico è Phoenicopterus roseus, il loro colore, com’è noto, deriva dalla loro alimentazione prevalentemente composta di gamberetti e molluschi. Sono uccelli migratori, trampolieri, leggiadri ed elegantissimi che in Sardegna hanno trovato un habitat ideale così da popolare numerose zone umide, anche in modo stanziale, cioè per tutto l’anno.
La foto di testa in questo post è stata realizzata da Lorenzo Sestrieri di Obiettivo Mediterraneo

Dolci frutti neri


Se pensi alla frutta non pensi al nero, eppure tante sono le dolcezze che hanno questo colore. Alcune, come more e mirto, ci vengono donate dalla macchia mediterranea, il profumatissimo ecosistema endemico fatto di piante arbustive, aromatiche e ricche di oli essenziali, altre vengono da alberi portati sull’Isola dall’uomo nell’antichità e sfruttati sia per le loro fronde che per la loro generosità di frutti, come il fico nero, il gelso e la vite.

Parlano di noi! Reportage su Calasetta e Sant’Antioco

La food & travel blogger Elena Farinelli (@Nelli), autrice dei due blog di successo Io Amo i Viaggi e Io Amo Firenze ha visitato Calasetta e l’Isola di Sant’Antioco a giugno, soggiornando a Cà de Anna (www.cadeanna.com)…

Qui potete leggere la prima puntata del suo reportage!

 

Seconda puntata del reportage di @Nelli su Calasetta

La food & travel blogger Elena Farinelli (ioamoiviaggi.it) racconta il suo soggiorno a Calasetta e Sant’Antioco del giugno 2014…

Per leggerlo, cliccate qui.

Dell’origine tabarchina di Calasetta e del perché si parli una sorta di dialetto ligure, in questo piccolo isolotto sardo, ho già parlato nel post precedente. Qui voglio dare altri consigli e indicazioni utili per chi volesse prenotarsi una bella vacanza in questo angolo di Sardegna.

Tempo di mare, tempo di spiagge, tempo di poseidonia

Calasetta non è molto conosciuta, ma coloro che l’hanno vista certamente ne ricordano le spiagge stupende.

Sottotorre, la cala che si apre proprio sotto alla Torre Sabauda che domina il paese è una caletta bellissima, di sabbia bianca, con acque azzurre cristalline molto basse, per questo sempre affollata da famiglie con bambini; La Salina, a solo un chilometro dal centro del paese, con le sue dune di sabbia bianca punteggiata di gigli di San Pancrazio, dove crescono due specie di  ginepri piegati dal vento lo  juniperus phoenicea (conosciuto anche come sabina) e juniperus macrocarpa (o ginepro coccolone).

Poco più in là, c’è Spiaggia Grande, la cala che si estende fino alla Punta della Tonnara, aperta al vento di maestrale, adorata dai surfer e, in parte, riservata ai turisti accompagnata dai loro amici cani.

Parliamo di spiagge… da qualche parte bisogna pur cominciare

Certamente uno dei motivi più ricorrenti per un viaggio in Sardegna è la bellezza del mare e delle spiagge.

Sull’Isola di Sant’Antioco ce ne sono di bellissime e anche tutto intorno, sull’Isola di San Pietro e nel golfo di Palmas, come nella costa occidentale del Sulcis Iglesiente.

Le ho visitate tutte, o quasi, ma alcune le frequento e le conosco meglio di altre, le considero, in poche parole le “mie” spiagge.

La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso

Fabrizio De Andrè