Mangiabarche, il faro più romantico del mondo

«Vidi un grande scoglio, circondato da altri più piccoli, dei quali emergevano dall’acqua solo le punte. Aguzze e pericolose. Le onde spinte dal maestrale si schiantavano contro le rocce, arrivando a bagnare con i loro spruzzi il faro che si ergeva nel punto più alto. L’origine del nome era evidente: sembrava la dentatura di una mostro marino»

Massimo Carlotto, Il mistero di Mangiabarche


Il Faro di Mangiabarche sta su uno scoglio a poche centinaia di metri dalla costa all’altezza della Punta della Tonnara, alla fine di Spiaggia grande. Sta lì bianco e un po’ delabrée con quella sua invitante porta e quel suo unico oblò che guarda la costa.

Personalmente lo trovo di un romanticismo struggente. A volte mi sorprendo a pensare che, in fondo, anche nei momenti più difficili, io posso andare e, in cinque minuti, raggiungere il faro e sedermi a guardare le onde che si frangono sul suo isolotto.

È, giustamente, uno dei soggetti più fotografati di Calasetta, perché è particolarmente fotogenico con ogni luce e condizione meteorologica.

Col mare calmo rappresenta una certezza, guardiano della navigazione sicura, punto fermo nella navigazione di ciascuno di noi.

Col mare in tempesta mostra tutta la sua forza, la sua indomita costanza, nello star lì, a prendere tutte le onde sulla schiena, senza fare una piega, anzi, regalando un fantastico spettacolo.

Al mattino, la luce lo colpisce ed esalta il suo biancore, al tramonto il cielo gli offre un contrasto rosseggiante e la palla del sole, con varie combinazioni nell’arco dell’anno, lo decora ulteriormente.

È un piccolo faro, come ve ne sono altri, ma è qui, posso vederlo, posso andare a trovarlo sul gommone, posso nuotargli intorno, è mio.

Ed è il faro più romantico del mondo.