La gente rossa

Sa genti arrubia (il popolo rosso), così si chiamano i fenicotteri in lingua sarda.

Il nome scientifico è Phoenicopterus roseus, il loro colore, com’è noto, deriva dalla loro alimentazione prevalentemente composta di gamberetti e molluschi. Sono uccelli migratori, trampolieri, leggiadri ed elegantissimi che in Sardegna hanno trovato un habitat ideale così da popolare numerose zone umide, anche in modo stanziale, cioè per tutto l’anno.
La foto di testa in questo post è stata realizzata da Lorenzo Sestrieri di Obiettivo Mediterraneo

(Foto di Giovanni Paulis) Sull’Isola di Sant’Antioco si possono trovare negli stagni (uno a Sant’Antioco, affacciato sul Golfo di Palmas e uno a Calasetta, giusto dietro le dune della Spiaggia La Salina). Ve ne sono anche a Carloforte, sull’Isola di San Pietro e non è raro vederli passare al tramonto, sopra al porto turistico di Calasetta, in volo, diretti verso gli stagni dell’Istmo che collega la Sardegna all’Isola di San Pietro, dove la colonia è più numerosa. Il loro fascino è arricchito dalle ali screziate di nero e dal lunghissimo collo che viene teso come una freccia quando volano in formazione.

Foto di Filippo Melis (APMolentargius)

La Sardegna è il paradiso dei birders e dei bird watcher, oltre ai fenicotteri infatti, tutte le zone umide sono ricche di uccelli bellissimi e le aree interne offrono casa a moltissime specie di rapaci di passo e stanziali, come poiane, falchi pellegrini, falchi della regina, gufi, barbagianni, civette, assioli, gheppi e grillai, così come di tanti uccelletti colorati come i verdoni, i gruccioni e numerosissimi altri.

Ma di questo parleremo in un post dedicato… alle piume!

(foto di Giovanni Paulis)