Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.

Così scriveva Cicerone.

E Bertrand Russel aggiungeva: «Ho fatto una strana scoperta. Ogni volta che parlo con un sapiente sono sicuro che la felicità non è possibile. Eppure, quando parlo con il mio giardiniere, io sono convinto del contrario».

Vivere in un’isola

Alcuni giorni fa, per la precisione dal 24 al 26 settembre scorsi, si è svolto a Sant’Antioco il meeting annuale dell’ESIN (European Small Island Federation), cui hanno partecipato rappresentanti provenienti dalle numerosissime isole “minori” di tutta Europa.

Per l’Italia, tra gli altri, oltre ad Antonio Vigo (Sindaco di Calasetta), e Mario Corongiu (Sindaco di Sant’Antioco), c’era  la sottosegretaria al Turismo Francesca Barracciu, peraltro di origine sarda.
L’incontro aveva l’obiettivo di fare il punto sul modello europeo di sostenibilità per la vita nelle piccole isole.
Qui trovate un resoconto ufficiale dell’incontro.

Calasetta (Isola di Sant’Antioco), una Sardegna che non ti aspetti

Abbiamo realizzato questo splendido video durante la settimana di ferragosto, per far conoscere la nostra Isola e in particolare il versante Calasettano. Il video è stato mirabilmente girato e montato da Luigi Palumbo di INVIDIO Srl Roma. Le musiche sono di Fri. Orchestra.

Mangiabarche, il faro più romantico del mondo

«Vidi un grande scoglio, circondato da altri più piccoli, dei quali emergevano dall’acqua solo le punte. Aguzze e pericolose. Le onde spinte dal maestrale si schiantavano contro le rocce, arrivando a bagnare con i loro spruzzi il faro che si ergeva nel punto più alto. L’origine del nome era evidente: sembrava la dentatura di una mostro marino»

Massimo Carlotto, Il mistero di Mangiabarche


La gente rossa

Sa genti arrubia (il popolo rosso), così si chiamano i fenicotteri in lingua sarda.

Il nome scientifico è Phoenicopterus roseus, il loro colore, com’è noto, deriva dalla loro alimentazione prevalentemente composta di gamberetti e molluschi. Sono uccelli migratori, trampolieri, leggiadri ed elegantissimi che in Sardegna hanno trovato un habitat ideale così da popolare numerose zone umide, anche in modo stanziale, cioè per tutto l’anno.
La foto di testa in questo post è stata realizzata da Lorenzo Sestrieri di Obiettivo Mediterraneo

Tempo di mare, tempo di spiagge, tempo di poseidonia

Calasetta non è molto conosciuta, ma coloro che l’hanno vista certamente ne ricordano le spiagge stupende.

Sottotorre, la cala che si apre proprio sotto alla Torre Sabauda che domina il paese è una caletta bellissima, di sabbia bianca, con acque azzurre cristalline molto basse, per questo sempre affollata da famiglie con bambini; La Salina, a solo un chilometro dal centro del paese, con le sue dune di sabbia bianca punteggiata di gigli di San Pancrazio, dove crescono due specie di  ginepri piegati dal vento lo  juniperus phoenicea (conosciuto anche come sabina) e juniperus macrocarpa (o ginepro coccolone).

Poco più in là, c’è Spiaggia Grande, la cala che si estende fino alla Punta della Tonnara, aperta al vento di maestrale, adorata dai surfer e, in parte, riservata ai turisti accompagnata dai loro amici cani.

Parliamo di spiagge… da qualche parte bisogna pur cominciare

Certamente uno dei motivi più ricorrenti per un viaggio in Sardegna è la bellezza del mare e delle spiagge.

Sull’Isola di Sant’Antioco ce ne sono di bellissime e anche tutto intorno, sull’Isola di San Pietro e nel golfo di Palmas, come nella costa occidentale del Sulcis Iglesiente.

Le ho visitate tutte, o quasi, ma alcune le frequento e le conosco meglio di altre, le considero, in poche parole le “mie” spiagge.