Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.

Così scriveva Cicerone.

E Bertrand Russel aggiungeva: «Ho fatto una strana scoperta. Ogni volta che parlo con un sapiente sono sicuro che la felicità non è possibile. Eppure, quando parlo con il mio giardiniere, io sono convinto del contrario».

Carloforte e San Pietro, l’isola cugina

Carloforte e Calasetta hanno in comune le origini tabarkine; sono state fondate, rispettivamente nel 1738 e 1770 da coloni genovesi provenienti da Tabarka, l’isola tunisina che abitavano da un paio di secoli dove pescavano e commerciavano il corallo rosso.

I Genovesi, grandi navigatori, commercianti e pescatori, sono orgogliosi delle proprie origini e hanno mantenuto, nonostante le contaminazioni, arabe prima e sarde poi, buona parte delle proprie tradizioni (anche culinarie), e soprattutto la propria lingua.

Nei due paesi, infatti, anche i bambini parlano correntemente il dialetto “tabarkino” che viene anche insegnato nelle scuole.

Lo zen, il vento e la salsa di pomodoro

Qui sull’isola di Sant’Antioco non manca certamente il vento, anzi, il vento scandisce le giornate e talvolta impone l’agenda. Spesso è  il vento a decidere per noi e la sua direzione determina gli impegni della giornata.

Attività manuali all’aperto in un giorno di Levante, come oggi, a esempio, sono difficili e pesanti.  Ma anche lavorare su internet è più difficile con il Levante, la connessione è lenta e rende i tempi estenuanti.  Il Levante è caldo e secco, fiacca e spezza le gambe.

Di positivo ha che permette di asciugare velocemente il bucato. Lo Scirocco è anche peggio, caldo e umido, spesso gravido di piogge dense di sabbia sahariana.

Dolci frutti neri


Se pensi alla frutta non pensi al nero, eppure tante sono le dolcezze che hanno questo colore. Alcune, come more e mirto, ci vengono donate dalla macchia mediterranea, il profumatissimo ecosistema endemico fatto di piante arbustive, aromatiche e ricche di oli essenziali, altre vengono da alberi portati sull’Isola dall’uomo nell’antichità e sfruttati sia per le loro fronde che per la loro generosità di frutti, come il fico nero, il gelso e la vite.

Tempo di mare, tempo di spiagge, tempo di poseidonia

Calasetta non è molto conosciuta, ma coloro che l’hanno vista certamente ne ricordano le spiagge stupende.

Sottotorre, la cala che si apre proprio sotto alla Torre Sabauda che domina il paese è una caletta bellissima, di sabbia bianca, con acque azzurre cristalline molto basse, per questo sempre affollata da famiglie con bambini; La Salina, a solo un chilometro dal centro del paese, con le sue dune di sabbia bianca punteggiata di gigli di San Pancrazio, dove crescono due specie di  ginepri piegati dal vento lo  juniperus phoenicea (conosciuto anche come sabina) e juniperus macrocarpa (o ginepro coccolone).

Poco più in là, c’è Spiaggia Grande, la cala che si estende fino alla Punta della Tonnara, aperta al vento di maestrale, adorata dai surfer e, in parte, riservata ai turisti accompagnata dai loro amici cani.